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Settembre 2017: conviene comprare dollari?

Settembre 2017: conviene comprare dollari?
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L’Euro è ai suoi massimi sul Dollaro e questo come ovvio scatena chi si dedica al Forex Trading. La domanda più gettonata del momento è se convenga acquistare o vendere Dollari.

La coppia di valute EUR/USD è quella sulla quale si concentra l’attenzione. Ricordiamo che nel Forex si può guadagnare dal cambio di valute, non è quindi importante che il Dollaro salga o scenda, stesso dicasi per l’Euro, si può guadagnare in entrambi i casi, bisogna però “prevedere” correttamente il trend.

Cos’è successo al Dollaro

È difficile prevedere cosa accadrà al dollaro statunitense nei prossimi mesi, ma è possibile cercare di analizzare cosa l’ha portato dove è attualmente. Nel corso degli ultimi 4-6 mesi il dollaro ha imboccato una strada di graduale discesa, secondo alcuni anche per colpa del basso consenso del Presidente Trump. Comunque la si pensi, molti investitori hanno iniziato a guardare la valuta più famosa al mondo con un certo sospetto.

Stretto in una sorta di morsa, tra dati macroeconomici positivi, ma spesso disomogenei e tensioni politiche evidenti, il dollaro statunitense ha finito per indebolirsi in modo molto rilevante, diventando protagonista dell’estate sui mercati finanziari. L’impressione dominante è che, almeno per il momento, il dollaro stia pagando soprattutto il rischio politico dell’amministrazione Trump non sempre capita, o comunque ben accolta a livello internazionale, oltre che in patria.

Ogni colorita esternazione di Trump può far oscillare il dollaro, se a questo aggiungiamo le tensioni con la Corea del Nord e lo spetro di una guerra è facile capire come i mercati si trovino a reagire spesso molto mela, nonostante le opinioni pessimistiche sul futuro dell’economia a stelle e strisce siano numericamente molto limitate.

Analizzando l’evoluzione del cambio del dollaro con l’euro, balza all’occhio la rottura della soglia di 1,20, avvenuta nel 2017 per la prima volta dopo che si era verificata nel gennaio 2015. Il dollaro è stato protagonista di una discesa piuttosto accelerata, frutto anche dell’incapacità dell’amministrazione Trump di adempiere alle promesse elettorali.

In particolare è mancato l’aumento della spesa per le infrastrutture e una nuova legge fiscale a favore delle imprese.

Il deciso calo del dollaro nei confronti della moneta unica europea ha così condotto molti investitori a tagliare le loro posizioni long, portando le scelte ribassiste sul dollaro ai massimi del 2013. La Bank of America s’è spinta recentemente a definire il posizionamento short sul dollaro come la seconda mossa più gettonata sul mercato finanziario al momento (parliamo delle ultime settimane).

Nonostante anche in Europa, con la Brexit non ci sia molto da stare allegri, l’Euro, che d’altra parte non è mai stato adottato dagli inglesi, sembra passarsela molto meglio del dollaro.

Secondo analisti ed esperti di settore è comunque poco probabile che il dollaro prosegue su questa strada in discesa. La crescita economica americana è solida e Trump per quanto sia una variabile di difficile decifrazione, ha in programma importanti iniziative di politica fiscale, che se attuate potranno infondere rinnovata fiducia nei mercati.

Acquistare dollari al momento non è quindi un’idea insensata, costano poco ed è molto probabile che aumenteranno il loro valore, salvo qualche catastrofico ed imprevedibile evento.

Cosa succede all’Euro

Il Dollaro non se la passa bene, ma presto il trend potrebbe cambiare. Cosa succede e cosa succederà invece all’Euro.

Nel corso dell’ultimo trimestre il Pil europeo è cresciuto del 2,2% su base annua, il 2017 sarà per l’euro un anno record e in gran arte già lo è stato.

I numeri parlano chiaro: dal mese di gennaio a quello di settembre 2017, la moneta unica s’è apprezzata del 13,5% nei confronti del dollaro, mentre ha guadagnato l’8,5% sulla sterlina, il 5,5% sullo yen e il 6,2% sul franco svizzero.

Le esportazioni aggregate dei 19 Paesi che adottano l’Euro sono ai massimi storici, questo rende forte la moneta, ma potrebbe rischiare di rendere più difficoltose le esportazioni. Si tratta potenzialmente di un loop molto pericoloso, una sorta di circolo vizioso, che interrompe se stesso.

Negli ultimi tempi l’incremento del surplus va di pari passo con crescita della valuta: per poter acquistare beni e servizi dell’area euro bisogna acquistare la moneta in cui sono venduti e questo ha portato ad un aumento della domanda valutaria, che contribuisce a spiegare l’aumento di valore dell’Euro.

L’evoluzione del prezzo della valuta europea nei confronti di quella americana è piuttosto complessa. Il dollaro è stato vittima di una svalutazione su scala globale, che gli ha fatto perdere in tempi rapidi l’8% del suo valore. La Federal Reserve ha attuato due strette, ma al momento non sembra in grado di ribaltare la situazione.

È però un errore pensare che il trend di apprezzamento dell’euro sia a senso unico. Politiche monetarie e influenze di vario tipo complicano non poco la situazione. Come è ovvio una valuta troppo forte scoraggia l’export e quindi l’Euro difficilmente sarà lasciato libero di continuare la sua ascesa. Gli investitori e i trader devono tenerne debitamente conto.